Archivio per aprile, 2012

Web App nel settore Retail

Confessate: chi di voi non ama quel momento in cui ci si addentra nelle corsie di un centro commerciale per fare provviste di generi alimentari e non? La cattiva notizia é che gli operatori del settore non si sono ancora attrezzati per leggere nel pensiero dei clienti e recapitare la spesa a casa ad uno schiocco delle dita. La buona notizia é che si stanno muovendo per rendere l’esperienza d’acquisto più utile, economicamente vantaggiosa e sempre più appagante.

Non é mia intenzione tediarvi in questo articolo con una rassegna caso per caso dei marchi più conosciuti. Vale la pena però segnalare le iniziative online di due dei maggiori player della GDO: Esselunga e Iper.

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Teamworking e gruppi di lavoro

GMail è  la top choice come client di gestione della posta elettronica. G+ sta sgomitando in un corpo a corpo feroce con Facebook e Twitter – non senza qualche difficoltà -, puntando sull’integrazione dei contenuti condivisi nei risultati del motore di ricerca, la cosiddetta social search.

La Grande Madre Google  ha partorito negli anni parecchi altri figli, rimasti un po’ nell’ombra, ma ugualmente meritevoli di considerazione. A dispetto delle operazioni di raccolta e tracciamento dei dati personali, che hanno scatenato polemiche sulla gestione e la tutela della privacy, Google mette a disposizione dei tool davvero performanti.

Si tratta di una suite di applicazioni gratuite che chiunque, registratosi con un account personale, può utilizzare. Avendole utilizzate in prima persona, ne ho apprezzato la validità, soprattutto nella gestione collaborativa di un progetto. Non ti nascondo che più di una volta mi hanno fatto risparmiare tempo prezioso e.. stress da ufficio! 😉

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Screencast e video editing

A volte le parole non sono sufficienti. Che tu sia conciso o prodigo di spiegazioni, il tuo interlocutore potrebbe non cogliere subito il messaggio. E, in certi contesti, il tempo è denaro. Quante volte ci sono capitati tra le mani incomprensibili manuali d’istruzione per linstallazione di un apparecchio elettronico, o di un software per il pc, e di non aver cavato un ragno dal buco?

Anche i più secchioni – e non soltanto i caproni – ricorderanno che a scuola le ore di lezione più piacevoli erano le proiezioni di film e documentari. Oltre a non fissare una lavagna triste con schemi, formule e numeri, era obiettivamente utile apprendere dalle immagini, anziché da infiniti capitoli di un libro.

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Il siero della vanità

Il titolo del film diretto da Alex Infascelli nel 2004 riassume con una definizione calzante parecchi fenomeni di narcisismo (un po’ patetico?) che hanno coinvolto nelle ultime settimane alcuni cosiddetti VIP all’interno, e non solo, di Twitter.

Twitter avvicina in maniera esponenziale – ma in parte pericolosa se non si è capaci di gestirlo – divi, starlette o presunte tali del grande schermo, o del piccolo tubo, a quella congerie di followers costituita non solo da fans, ma soprattutto da curiosi e detrattori, divertiti dalla possibilità di stuzzicarli sul vivo o di provocarne una reazione sgangherata.

Dagli Stati Uniti è giunta a noi la moda di coinvolgere le persone nel proprio vissuto e interagire con loro su un piano finto-paritario. Dive della pop music come Lady Gaga o Christina Aguilera hanno precorso i tempi in questo senso, riuscendo ad aggregare intorno al loro nome milioni di followers. Ma gli esempi si sprecano.

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